Liberalizzazioni stop all’esenzione Imu per la Chiesa

Da Reporternuovo.it

Alla fine è arrivata anche la stangata per i beni immobili di proprietà della Santa Sede. Uno degli emendamenti al decreto “salva Italia” stabilisce “l’abrogazione immediata delle norme che prevedono l’esenzione per gli immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente”. E’ quanto si apprende da una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Procede intanto l’iter di conversione in legge del cosiddetto decreto sulle liberalizzazioni. Ed è battaglia fra governo e partiti. Degli otto emendamenti presentati e concordati con il governo, sei sono stati votati e approvati e due sospesi. Il testo dovrebbe arrivare in aula al Senato mercoledì 29, per poi essere approvato, in prima lettura, venerdì 2. Intanto fra governo e partititi è scontro, soprattutto sul tema taxi. L’emendamento presentato da Pd e Pdl cancella il potere dell’Autorità dei trasporti di emanare nuove licenze e lo riporta in capo a Comuni e Regioni. Se dovesse passare, quindi, i sindaci continueranno a essere i dominus del settore e alla nuova autorità spetterà unicamente il potere di dare pareri non vincolanti. Questo il nodo che stava più a cuore alla categoria e sul quale registrano una prima significativa vittoria. Prevista anche la cancellazione delle doppie licenze e del servizio fuori dal Comune di appartenenza, salvo accordo con il sindaco della città ospitante.

Ancora in fase di studio l’emendamento sulle farmacie. Il Pdl vorrebbe portare il rapporto farmacie/abitanti da 3 mila a 3800; anche se si parla di un possibile accordo a una farmacia ogni 3500 abitanti.

Sul fronte professioni si preannunciano giorni caldi. Gli avvocati hanno indetto uno sciopero dal 15 al 23 marzo. I punti di attrito con l’esecutivo sono due: tariffe e preventivo. Al momento resta in piedi l’impianto del decreto “salva Italia” con l’abolizione dei tariffari e l’obbligatorietà del preventivo che, però, dovrebbe diventare di “massima” e senza illecito per il professionista che si rifiuta di stilaro. Piccolo passo indietro anche sulle società tra professionisti: la partecipazione di soci di capitale non potrebbe superare il 25 per cento.

Si prevede battaglia anche sulla separazione tra Eni e Snam. Il Pdl starebbe spingendo per un ammorbidimento della norma prevista nel decreto. Non più una divisione netta ma un abbassamento della quota Eni al 5%.

Nel suo rapporto annuale sulla crescita, l’Ocse afferma la necessità per il nostro Paese di “ridurre le barriere legislative alla concorrenza” in diversi settori, tra cui ”le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali.

Annunci

Liberalizzazioni, il governo dichiara guerra alle lobby

Da Reporternuovo.it

I loro curriculum farebbero impallidire anche il più incallito dei corporativisti. Eppure l’esperienza di Mario Monti, ex commissario europeo alla concorrenza e del suo sottosegretario Antonio Catricalà, per 6 anni presidente dell’Antitrust, non è bastata. La tagliola del parlamento è passata sul decreto del governo smussando gli angoli più scomodi alle categorie interessate. Non che i due non se lo aspettassero. “So che è difficile ammorbidire le lobby – ha commentato il sottosegretario a Repubblica –, ma so anche che nessun privilegio cade al primo colpo. Certe cose, poi, sono radicate nella convinzione politica di molti parlamentari”. Ma la sfida alle corporazioni è lanciata: “Da gennaio, con la legge per la concorrenza, andremo avanti. Non intendiamo più fare brutte figure, ripresenteremo tutto.”

Stop alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta non rimborsati dallo stato). Il loro mercato vale quasi il 12 per cento della spesa farmaceutica annua. Con la mancata apertura al mercato andranno in fumo fra i 250 e i 500 milioni di euro (Federdistribuzione) di risparmio per le famiglie.

Escono a sorpresa dalla norma che prevede la libertà nell’esercizio delle attività commerciali i taxi. E’ la seconda volta in pochi mesi, dopo la manovra di agosto del precedente governo, che la lobby delle auto bianche riesce ad evitare un intervento di questo tipo. Anche se in questo caso l’asso nella manica del governo è l’Autority per i trasporti, che prenderà vita nei prossimi mesi con il compito di vigilare sul settore.

Sulle professioni la questione è più complessa. Resta il limite del 13 agosto per l’adeguamento degli ordini ai principi fissati con la manovra di ferragosto dal precedente governo (divieto di utilizzo di tariffari, formazione continua, assicurazione obbligatoria, cancellazione dei limiti posti alla pubblicità informativa). Ma, in caso di ritardo, non decadrà più automaticamente tutto l’impianto ordinistico ma solo le norme in contrasto con quei principi. Si salva il tetto massimo di diciotto mesi di tirocinio professionale fissato con il decreto del governo.

Del testo originario, in pratica, rimane ben poco. Confermata la norma che liberalizza le attività commerciali abolendo i limiti, di qualsiasi tipo, all’apertura di nuovi negozi. Proteste da parte degli edicolanti che contro questa disposizione scenderanno in piazza il 27, 28 e 29 dicembre.

Il governo incassa il colpo e si prepara al contrattacco, consapevole che le modifiche apportate dalle commissioni finanze e bilancio rimandano soltanto un traguardo fondamentale.