Liberalizzazioni, il governo dichiara guerra alle lobby

Da Reporternuovo.it

I loro curriculum farebbero impallidire anche il più incallito dei corporativisti. Eppure l’esperienza di Mario Monti, ex commissario europeo alla concorrenza e del suo sottosegretario Antonio Catricalà, per 6 anni presidente dell’Antitrust, non è bastata. La tagliola del parlamento è passata sul decreto del governo smussando gli angoli più scomodi alle categorie interessate. Non che i due non se lo aspettassero. “So che è difficile ammorbidire le lobby – ha commentato il sottosegretario a Repubblica –, ma so anche che nessun privilegio cade al primo colpo. Certe cose, poi, sono radicate nella convinzione politica di molti parlamentari”. Ma la sfida alle corporazioni è lanciata: “Da gennaio, con la legge per la concorrenza, andremo avanti. Non intendiamo più fare brutte figure, ripresenteremo tutto.”

Stop alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta non rimborsati dallo stato). Il loro mercato vale quasi il 12 per cento della spesa farmaceutica annua. Con la mancata apertura al mercato andranno in fumo fra i 250 e i 500 milioni di euro (Federdistribuzione) di risparmio per le famiglie.

Escono a sorpresa dalla norma che prevede la libertà nell’esercizio delle attività commerciali i taxi. E’ la seconda volta in pochi mesi, dopo la manovra di agosto del precedente governo, che la lobby delle auto bianche riesce ad evitare un intervento di questo tipo. Anche se in questo caso l’asso nella manica del governo è l’Autority per i trasporti, che prenderà vita nei prossimi mesi con il compito di vigilare sul settore.

Sulle professioni la questione è più complessa. Resta il limite del 13 agosto per l’adeguamento degli ordini ai principi fissati con la manovra di ferragosto dal precedente governo (divieto di utilizzo di tariffari, formazione continua, assicurazione obbligatoria, cancellazione dei limiti posti alla pubblicità informativa). Ma, in caso di ritardo, non decadrà più automaticamente tutto l’impianto ordinistico ma solo le norme in contrasto con quei principi. Si salva il tetto massimo di diciotto mesi di tirocinio professionale fissato con il decreto del governo.

Del testo originario, in pratica, rimane ben poco. Confermata la norma che liberalizza le attività commerciali abolendo i limiti, di qualsiasi tipo, all’apertura di nuovi negozi. Proteste da parte degli edicolanti che contro questa disposizione scenderanno in piazza il 27, 28 e 29 dicembre.

Il governo incassa il colpo e si prepara al contrattacco, consapevole che le modifiche apportate dalle commissioni finanze e bilancio rimandano soltanto un traguardo fondamentale.

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