L’impegno di Antonio Bellavista per forgiare nuovi piccoli talenti

Da barisera.net

Ci si potrebbe chiedere come mai un ex calciatore, capitano e bandiera del Bari, una volta appese le scarpette al chiodo, decida di lanciarsi in una nuova sfida, costruendo dal nulla un centro sportivo invece di intraprendere strade più sicure. La risposta a questa domanda è tutta nelle parole di Antonio Bellavista: “Nella zona di Bitonto non ci sono molte strutture sportive dedicate ai ragazzi. Io, e come me molti altri, sono nato (calcisticamente) “per strada”. Ricordo molto bene le difficoltà che ho incontrato sul mio percorso, per questo ho voluto mettere a disposizione delle nuove generazioni una struttura che gli permetta di dimostrare tutto il loro valore”.
Così oggi, sulla ex statale 98, all’altezza di Bitonto, spegne le prime tre candeline della sua storia il Centro Sportivo Bellavista. Due campi di calcio a sette ed uno di calcetto, realizzati con materiale atossico. Piante esotiche, muretti a secco e la cura per i particolari che non ti aspetti da un centro calcistico, almeno per quello che si vede a Bari.
La scuola calcio, supervisionata dall’ex capitano, conta oggi 285 iscritti, che vanno dai primi calci agli Allievi. “Tutti ragazzi provenienti da Bitonto e dalle frazioni vicine – afferma Bellavista – che spesso però non hanno la possibilità di raggiungere il Centro autonomamente. Ed è per questo che abbiamo istituito il servizio navetta. In questo modo cerchiamo di eliminare un altro ostacolo alla crescita sportiva dei nostri giovani”.
A riprova del buon lavoro svolto in questi tre anni dallo staff della Polisportiva, si possono portare le partecipazioni ai campionati giovanili. In particolare, gli Allievi hanno preso parte al campionato provinciale ed i giovanissimi a quello regionale. Risultati di tutto rilievo per una new entry del calcio pugliese.
Quando poi chiediamo a Bellavista se fra i suoi ragazzi vede qualcuno in grado di percorrere la lunga strada verso il calcio professionistico, la risposta, per quanto cauta, lascia trasparire un misto di orgoglio (per il lavoro svolto) e speranza (per il futuro): “nomi non voglio e non posso farne, ma fra le nuove leve, i più piccoli, ci sono alcuni elementi che di sicuro fra qualche hanno faranno parlare di sé”. Parola di Antonio Bellavista.

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